Alba. Tutto il gusto dell’antico…in famiglia!

Lo so, vi sareste aspettati il terzo capitolo di Giorgio di Challant, ma… beh… un piccolo intermezzo #traveldiary mi ci vuole! Inoltre è da ben due mesi che dovevo scrivere questo pezzo; anzi, volevo scriverlo in realtà, ma poi l’ispirazione potente della saga del codice del chiostro seguita dal fascino di casa Challant mi ha talmente preso che Alba, purtroppo, è finita in secondo piano!

Ebbene sì, oggi vi parlerò di Alba, la regina delle Langhe!

E mi dispiace perché al Museo Archeologico “Federico Eusebio” erano stati gentilissimi e avevo promesso che avrei scritto di loro, del loro interessante museo e soprattutto di questa bella ed antica città.

Quindi adesso, eccoci qua! Ad Alba.

30-31 gennaio. Due giorni di evasione nelle belle Langhe, una terra dove anche l’anno scorso siamo stati sempre in questo periodo un pò insolito. Abbiamo soggiornato in un grazioso agriturismo a Neive, uno dei Borghi più belli d’Italia.

neive1

Nonostante il nebbione non ci è sfuggito il suo fascino: tutta raggomitolata su un poggio, coi suoi palazzi barocchi, le chiese e le stradine sinuose. La sera, la coltre lattiginosa della nebbia si illuminava di arancione e i lampioni sembravano enormi lucciole fantasma… l’atmosfera era quasi surreale. Certo, è inverno, non è “stagione”, ma vuoi mettere che bei pranzetti?!!

Eh sì, perché non appena nomini “Alba” sono innanzitutto queste le cose che vengono in mente… tartufo, battuta di fassona, un trionfo di carni squisite, di formaggi profumati, di vini eccezionali…per non parlare del risotto al Barolo (ne vado matta!), delle gentili nocciole locali e… insomma un vero “Bengodi”!

alba_100812032311

Ma a queste immancabili leccornie non potevamo non abbinare l’interesse per la storia e l’arte di questa cittadina gioiello, rossa di cotto, calda ed accogliente. Dopo alcuni giri lungo le strade del Barolo e del Barbaresco punteggiate da manieri e sontuose dimore barocche, decidiamo di trascorrere una giornata ad Alba.

A 50 km a nord-est di Cuneo, Alba sorge sulla riva destra del Tanaro, in prossimità della sua confluenza col torrente Cherasca, in un’ariosa e verdeggiante conca pianeggiante bordata da dolci colline coltivate a vigneto. Un sito abitato sin da epoca preistorica; le prime tracce di insediamento, infatti, risalgono al Mesolitico (10.000-6.000 anni a.C.): piccoli gruppi dediti alla caccia e alla pesca. Effettivamente questa particolare posizione la rendeva quanto mai appetibile…

alba-la-citta-delle-torri-descrizione-9-129166_0

Bene. cominciamo la nostra passeggiata alla scoperta della città, bimba di 3 mesi al seguito! Dopo un ottimo caffettino ci addentriamo nelle vie del centro storico. Bei palazzi medievali e barocchi ci accompagnano lungo il percorso. Portici (quanto adoro i portici!), facciate in cotto ricche di decorazioni, chiese dai prospetti curvilinei, torri (non a caso Alba è anche chiamata “città dalle Cento Torri“!), campanili…vetrine debordanti di mille golosità!

Alba ha 8.000 anni di storia e il territorio che la circonda è ricco di sorprese. Vieni a scoprirle!”

Non potevo non trascinare la famigliola in visita al museo civico di archeologia e storia naturale “Federico Eusebio”, situato nella luminosa corte del complesso dell’antico convento della Maddalena. Ammetto di aver privilegiato la sezione dedicata all’epoca romana, ma… sapete com’è: un pò per mio specifico interesse personale, un pò perché con la bimba non si può stare troppo tempo fermi (guai!!) in un posto chiuso e caldo… ho cercato di fare il possibile!

17457948_725951110911355_7554369212875581204_n

Le sue sale ospitano il retaggio della millenaria storia cittadina, fin dai suoi esordi risalenti al VI millennio a.C. (il villaggio preistorico è stata una stazione fondamentale del Neolitico del Nord Italia) per giungere ai suoi periodi di maggiore splendore, come quando sotto la dominazione romana assunse il nome di Alba Pompeia, o come quando, negli ultimi secoli del Medioevo fu Libero Comune.

Langhe all’Alba della storia

E’ qui, nel territorio dove sorgerà Alba, che si ha testimonianza della più antica colonizzazione del Piemonte meridionale datata agli inizi del Neolitico (6.000-5250 a.C.) con stretti e frequenti contatti coi vicini Liguri. Vivace l’attività agricola con coltivazioni di farro, orzo e frumento contestualmente al recupero di macine e macinelli.

Con l’epoca protostorica, Età del Bronzo antico (2.200-1.700 a.C.), notiamo significative analogie con Aosta. Anche qui è stato individuato un santuario in cui con tutta probabilità venivano venerate le spoglie mortali degli antenati o comunque di personaggi di rango elevato assai in vista nella società del tempo. Ci colpisce in particolare una sepoltura particolare detta “del Guerriero”, databile tra Bronzo medio e recente, quindi tra 1700 e 1300 a.C.; sicuramente una presa di possesso del territorio che anche nelle sepolture privilegiate dichiarava l’importanza e la forze dei clan, dell’élite guerriera locale.

Dalle “case degli antenati” del Neolitico e dell’Età del Rame, fino alle armi dell’Età del Bronzo (pugnali, spade), arriviamo all’Età del Ferro: siamo nella propaggine nord-orientale del territorio del popolo dei Bagienni (vi ricordo a tale proposito il mio post su Augusta Bagiennorum).

17425161_725951047578028_7824752764808349660_n

Fu il console Gneo Pompeo Strabone, padre del più noto Pompeo Magno, a fondare Alba Pompeia. Siamo dunque in piena età repubblicana, ma purtroppo le fasi della città relative a questo suo periodo delle origini non sono note. E’ invece la fase augustea quella che ha restituito il maggior numero di resti; è con Ottaviano Augusto, infatti, che questo centro viene monumentalizzato e dotato di un perfetto impianto urbanistico ed architettonico.

Ma perché “Alba”? Non perché c’entri il colore bianco, ma perché questo termine di origine ligure indica l’insediamento principale di un certo territorio; pensiamo, infatti ad ALB-enga, l’antica ALB-ingaunum, o a Ventimiglia il cui nome antico era, non a caso, ALB-intimilium

Una posizione privilegiata che in breve tempo rese Alba un centro strategico per gli scambi commerciali, un ponte importante tra il Mar Ligure e le Alpi, tra il Mediterraneo e la piana del Po.

A questo si aggiunga l’efficiente e capillare rete stradale romana in cui le vie principali si affiancavano ad un incredibile reticolo di strade secondarie, assai spesso ricalcate su precedenti piste conosciute ed utilizzate sin dalla Preistoria.

17498665_725951137578019_5157047930878671781_n

La città romana presenta una forma irregolarmente ottagonale; quasi al centro di uno spazio urbano suddiviso in 52 insulae sorgeva il foro nelle cui vicinanze si trovavano le terme ed il teatro.

Che fosse una città ricca ed opulenta è facile intuirlo: il museo dipana un’abbagliante sequenza di lacerti di pavimenti marmorei multicolori, di affreschi parietali straordinari, di frammenti di statuaria monumentale e non solo… per non parlare dei corredi funerari, del vasellame ceramico e vitreo, dei monili, dei gioielli, dei cippi funerari elegantemente decorati e le tante, tantissime, iscrizioni i cui nomi e i cui titoli aiutano a ritrovare gli albesi del tempo.

17498989_725951174244682_7665262386170534339_n

Due sono le cose che più di tutte tenevo a vedere e che, come mi aspettavo, sono rimaste impresse nella mia mente. Innanzitutto l’incredibile affresco col Capricorno e i delfini proveniente dalla ricchissima domus di via Acqui. Sebbene la didascalia presente al museo parli di “animali marini fantastici”, io mi permetterei di azzardare che si tratta, senza troppi dubbi, di un Capricorno, mitico animale dalla doppia identità marina (coda di pesce) e terrestre (protome cornuta), se non addirittura dalla tripla identità in quanto trattasi di costellazione, quindi anche celeste!

17308857_725951090911357_5350652336933720390_n

Sarà che negli ultimi anni di Capricorni ne ho studiati davvero tanti… ma mi sentirei di averne trovato un altro e decisamente notevole! Capricorno, simbolo dell’imperatore Augusto, accompagnato da delfini, non a caso mammifero marino scelto dal fidato Agrippa.

 

Altro elemento di forte attrattiva per me era la nota testa colossale raffigurante una divinità femminile diademata. Questa testa venne ritrovata nel 1839 nei pressi del Duomo (zona forense quindi). Purtroppo ad Alba si trova una copia poiché l’originale è esposto al Museo di Antichità di Torino…peccato… non nego il mio disappunto! Ritengo infatti che, al di là di vicissitudini storiche, è assolutamente importante che i pezzi. soprattutto se così rilevanti e in qualche modo “rari”, tornino nel luogo dove furono scoperti!

17425971_725951194244680_6958235072687130158_n

Si tratta di una statua di culto realizzata con la tecnica detta dell’acrolito, ossia con diversi materiali; la testa, in lucente e prezioso marmo greco, andava inserita in un corpo realizzato in altro materiale, magari con altro colore per accentuare il contrasto tra le carni e le vesti. Si data tra la fine del II sec. a.C. e l’inizio del secolo seguente.

Quello sguardo rivolto verso l’alto, il possente collo leggermente ritorto, le corpose ciocche di capelli a fatica trattenute dal diadema, ma soprattutto quella bocca piccola ma carnosa leggermente socchiusa quasi stesse sussurrando antiche litanie, portano direttamente ai canoni stilistici di età ellenistica. Un sogno…

La mia estasi viene bruscamente interrotta da un lamento insistente… la bimba è stufa! Bisogna fuggire… ma vi assicuro che ne è valsa la pena!

Dedicate un week-end ad Alba, vi stupirà! E non solo per la sua straordinaria enogastronomia,o per la sua accogliente superficie, per le ricche testimonianze del suo lungo e variegato passato, ma anche per il suo sottosuolo! Ebbene sì, non potete perdervi la visita di Alba sotterranea insieme agli archeologi!

Alba, capitale delle Langhe, un vero scrigno di arte e di storia da vivere… con gusto!

Stella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...