UNICORNI … mai più senza? Dipende dai DINOSAURI!

Allora, alzi la mano chi, negli ultimi 3 anni almeno, non ha avuto modo di incrociare da qualche parte o sotto qualunque forma, un UNICORNO!

Dai più abituali pupazzi di peluche all’abbigliamento.

peluches

Dalla cartoleria ai bijoux, passando da scarpe, accessori, tazze, piatti, biancheria varia, complementi d’arredo… fino ad una casa vera e propria completamente dedicata al mitico animale! E’ la Unicorn House in centro a Milano, inaugurata per la Design Week 2019!

Unicorn House-Milano
Unicorn House-Milano

calamite, gadgets di ogni forma, materiale e dimensione… per continuare con giochi impensabili ispirati alla bava o al muco, per carità brillantinoso, glitterato, iridescente e profumato del mitico animale FUN-tastico!

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Una “Unicorn-Mania” incontenibile, esplosa anche nel look con acconciature e tinte per capelli (e barbe) di sicuro effetto!

unicorn-myonebeautifulthing
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Il make-up? Da vera Lady Unicorn on the rainbow! Un trionfo di toni pastello, iridescenze, sapienti sfumature, glitter e decorazioni “a tema”.

 

E del cibo? Vogliamo parlare del tanto trendy (ma, a parer mio, stucchevolissimo) “unicorn FOOD”?!

Unicorn cake (nerdy nummies)
Unicorn cake (nerdy nummies)

Torte arcobaleno con orecchie e corno a vite in pasta di zucchero multicolore. Dolcetti, biscotti, cioccolatini, fino ai macarons unicornizzati!

Unicorn-Macarons (Rosanna Pansino)
Unicorn-Macarons (Rosanna Pansino)

E degli (improbabili…) “unicorn-toast” che diciamo? Fette di pancarré spalmate con varie creme di “formaggio” dai colori pastello cosparsi di stelline e paillettes … edibili?

Unicorn food toasted bread with colorfur cream cheese
Unicorn food toasted bread with colorfur cream cheese

Sandwich, cocktails, gelati, cereali, snack! Fino all’incredibile “Unicorn Frappuccino”: una miscela di latte e sciroppi super colorati che cambiano colore alla bevanda a seconda di come la mescoli… mamma mia…

Unicorn Frappuccino-Junk banter
Unicorn Frappuccino-Junk banter

Mah, sarà anche di grande tendenza, ma personalmente resto scettica… Chissà se era proprio questo il genere di “gusto” cui pensava la raffinata “Dame à la Licorne” raffigurata nel ciclo di arazzi millefiori esposti al Musée du Moyenage di Parigi…

Dame à la licorne-Gout (LePoint)
Dame à la licorne-Gout (LePoint)

Scoperti nel 1841 da Prosper Merimée nel castello di Boussac, le tappezzerie fine Quattrocento della “Dame à la Licorne” suscitano ancora oggi viva ammirazione.

Sei arazzi: ognuno rappresenta allegoricamente un senso attraverso le figure di una giovane nobile ed elegante fanciulla, della sua ancella, di un leone e di un unicorno. Ogni scena si situa in un giardino bucolico ricco di erbe e fiori che ci ammaliano e ci trasportano nell’universo immaginario delle classi aristocratiche della fine del XV secolo.

Ma il senso del “meraviglioso” e del favolistico viene trasmesso in particolare da una figura su tutte: l’unicorno!

Animale fantastico, onirico, stupefacente. Un elegante e leggiadro equino con folta chioma e lunghissima coda, identificabile da un corno a vite in mezzo alla fronte e, cosa venuta dopo, da spruzzate iridescenti di stelline e arcobaleni ad ogni colpo di zoccolo!

Per alcuni scienziati, tuttavia, parrebbe essere esistito davvero! Un suo antenato (più simile ad un tozzo rinoceronte lanoso però…) sarebbe vissuto in un periodo compreso tra 300mila e 30mila anni fa in Siberia, arrivando forse ad incontrare l’uomo di Neanderthal!

Eccolo!

Elasmotherium sibiricum
Elasmotherium sibiricum

Sì, decisamente meno raffinato e più bovino che equino ma, si sa, se eventualmente incontrato dall’uomo potrebbe averne segnato potentemente l’immaginario!

E che dire delle straripanti Wunderkammern settecentesche, in cui tra i vari “mirabilia” non potevano assolutamente mancare i corni di unicorno? Poi, in realtà, erano corni, o meglio, denti di narvalo… un delfinattero anche detto “unicorno del mare”. Lui, sì, esiste per davvero!

narvalo, unicorno del mare (nationalgeographic.it)
narvalo, unicorno del mare (nationalgeographic.it)

Sta di fatto che pensando alla fortuna iconografica degli unicorni, la mente immediatamente si sofferma ai tanti mosaici medievali dove questo meraviglioso, immaginario animale veniva raffigurato come simbolo di purezza e castità. Divenuto, dal XIII secolo, attributo della Vergine, arriva a simboleggiare addirittura il Cristo.

VALLE D'AOSTA-Mosaici Cattedrale Aosta (foto Enrico Romanzi)
VALLE D’AOSTA-Mosaici Cattedrale Aosta (foto Enrico Romanzi)

Vi riporto, qui sopra, il mosaico duecentesco presente all’interno della Cattedrale di Aosta. Notate, appunto, l’unicorno in alto a sinistra e, sotto di lui, in corrispondenza, il pesce, ιχθύς (pronuncia: ikzùs con la u stretta, alla francese), ovvero acronimo di “Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore”).

Quindi dicevamo: simbolo di purezza, di castità e di onestà, si narrava che questo animale potesse venire avvicinato e abbracciato soltanto da una Vergine. E, ad un ulteriore livello iconologico: l’abbraccio, il contatto tra unicorno e Vergine richiama anche la Santa Incarnazione. L’unicorno, simbolo di Gesù Cristo, trova incarnazione in una Vergine: è la Santa Concezione. Si pensava inoltre che il suo corno avesse un forte potere curativo, in grado di guarire,qualora assunto in forma di polvere, qualunque tipo di velenoMa come procurarselo? Fino al XIX secolo, poteva esserne acquistata una porzione presso alcune “farmacie” le quali, in realtà, commerciavano denti di un grosso cetaceo: il narvalo, appunto…!

Quindi, fin’ora, possiamo concludere che l’unicorno, anche chiamato “alicorno” o “liocorno” …

“Ci son due coccodrilli ed un orangotango; due piccoli serpenti, un’aquila reale, il gatto, il topo e l’elefante…non manca più nessuno… Solo non si vedono i due liocorni!”.

so che vi è venuta in mente e la state canticchiando… ebbene, questo animale, esistito o meno, si presenta assolutamente legato al mondo femminile! Un animale la cui eleganza, raffinatezza e delicata cromia attirano immediatamente la fantasia e il gusto delle giovani fanciulle!

E numerosi sono gli esempi nell’arte in cui troviamo il fiabesco equino avvinghiato, abbracciato o coccolato da una ragazza!

Domenico Zampieri detto il Domenichino, Vergine con unicorno, 1604, affresco,Roma, Palazzo Farnese, Galleria dei Carracci
Domenico Zampieri detto il Domenichino, Vergine con unicorno, 1604, affresco,Roma, Palazzo Farnese, Galleria dei Carracci

Attenzione, tuttavia! L’unicorno è, sì, simbolo di purezza e castità, cosa che ne fece un emblema indiscusso dell’amor cortese, ma lui, l’animale, parrebbe tutt’altro che casto! Anzi, sarebbe mosso da istinti carnali anche violenti che, però, verrebbero ammansiti solo dal tocco di una giovane candida e innocente…

Raffaello, Dama col Liocorno (1505-1506), Galleria Borghese, Roma
Raffaello, Dama col Liocorno (1505-1506), Galleria Borghese, Roma

Secondo Leonardo Da Vinci, infatti, esisteva un solo modo per catturare un unicorno, ovvero sfruttando il suo istinto sessuale. Gli si metteva davanti una giovane vergine, al che lui per il desiderio impellente dimenticava di attaccare e posava la testa sul suo grembo, e solo così poteva essere catturato. Il significato del corno è chiaro.

Ecco, siamo così arrivati al risvolto piccante dell’unicorno: l’evidente simbologia sessuale data dall’essere “cavallo” con in più un lungo e potente corno!

Ed ecco che il mondo fatato e zuccheroso dai delicati colori pastello, inizia a venarsi di tinte più “dark”! Ecco che l’unicorno di veste di un’identità nascosta, mimetizzata e per certi versi “pericolosa”. Diventa ancor più intrigante per questa sua natura ambigua: un aspetto esteriore candido, fragile e innocuo che nasconde, però, una creatura mossa da forti pulsioni carnali…

Un’ambiguità assunta, tra le altre cose, a novella icona gay!

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Ma qualcosa si sta muovendo all’orizzonte. Il dominio degli unicorni è insidiato dal sopravvento di altre creature dettate dalla rapida volubilità dei gusti, delle mode, delle tendenze…

Da un paio di mesi si vocifera di un’impennata di bradipi, ad esempio! E in effetti se ne trovano sempre più spesso nei negozi di giocattoli così come tra i gadgets… Penso a Flash, il simpatico e sorprendente bradipo del film d’animazione “Zootropolis”, un impiegato allo sportello indifferente a code e proteste presto divenuto un mito!

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Parrebbe anche che molte celebrities hollywoodiane stiano acquistando bradipi da compagnia… ma perché?

Simbolo della vita slow, del vivere lento e tranquillo, del sapersi prendere i propri tempi come si vuole, quando e se lo si vuole!

Vi allego una foto a dir poco significativa che ho scattato un paio di giorni fa in un negozio di articoli per bambini…. servono ulteriori spiegazioni?

Unicorni, bradipi e... DINOSAURI!!
Unicorni, bradipi e… DINOSAURI!!

Uno accanto all’altro i #maipiùsenza del pubblico kids! Le mie figlie sono andate subito sul bradipo morbidoso, ma la mia attenzione è stata attirata dal dinosauro paillettato che ammiccava al centro… Già, i dinosauri: un mito mai sepolto! Anzi!

Allora, io sono classe 1975! Negli anni ’80 anch’io caddi vittima della “Mio Mini Pony-Mania” (ne avevo circa una dozzina…). Una moda che si indica come la base del grande, globale revival fanta-equino sfociata nell’ “UnicornoMania”.

I mini pony!
I mini pony!

Ma i dinosauri c’erano già! Aprivi un qualsiasi sussidiario delle elementari e il capitolo della Preistoria cominciava immancabilmente con loro: i dinosauri! “Lucertole terribili”, questo il senso etimologico del nome, eppure, proprio perché così spaventose, orrende, terrificanti, quasi come in una forma di “sublime” non potevi distogliere lo sguardo. Ipnotici, magnetici… i dinosauri non hanno mai smesso di piacere, soprattutto ai più piccoli e poi, anche grazie a veri fenomeni cinematografici come “Jurassic Park” di Spielberg, anche agli adulti. Per non parlare dell’ennesimo successo planetario: “Jurassic World-il regno distrutto”

Entrati ormai di diritto nell’ immaginario collettivo mondiale, i dinosauri e i mostri preistorici hanno attraversato la storia del cinema (si pensi solo a “Lost world” del 1925!);

Lost World, 1925 (gettyimages)
Lost World, 1925 (gettyimages)

queste creature appartenenti al Triassico superiore (più di 200 milioni di anni fa) hanno scatenato le fantasie di grandi e piccini, attraverso animazioni e parodie, improbabili opere di fantascienza (e se i dinosauri potessero tornare oggi in vita?) e metafore sulla natura cinica e opportunistica dell’essere umano. T-Rex, Velociraptor, Brontosauri, Triceratopi e Pterodattili hanno contribuito a creare e ad alimentare la nostra passione per questi misteriosi, affascinanti e terrificanti rettili.

Sorrido pensando a George, il fratellino pacioccone di Peppa Pig col suo inseparabile dinosauro! Un mito kid assolutamente vivace!

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E sono davvero tantissimi i cartoni animati coi dinosauri come protagonisti! Dal dinosauro “da guardia” dei Flintstones fino all'”Era glaciale 3- l’alba dei dinosauri”, fino al divertente ” We’re Back!-4 dinosauri a New York”. Splendido, a mio avviso, “Il viaggio di Arlo” (titolo originale “The Good Dinosaur”: insolito e sorprendente perché inverte i ruoli tra umani e dinosauri. Arlo è un piccolo sauro timido e impacciato cui il papà ordina di fare la guardia ad un magazzino di cibo per difendere le scorte di famiglia da un piccolo “terribile” cavernicolo selvatico!

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Comunque una cosa è certa: i dinosauri, sì che sono davvero esistiti! E non si smette di ipotizzare un loro ritorno, più o meno previsto dalla scienza… ma sicuramente anticipato da stilisti e trend-setter! Non c’è dubbio: i fashion-designer sono affascinati (e scusate il bisticcio di parole!) dalla Preistoria (e ne avevo già parlato nel post sulla “Preistoria da Fashion Week, ricordate?!), in particolare dal T-Rex, il più “fotogenico” e iconico di tutti!

Il crescente e costante incremento dei dinosauri avrebbe un legame con un altro tema di grande attualità: l’ecosostenibilità! Far rivivere i dinosauri, la cui effettiva estinzione è ancora in buona parte avvolta dal mistero e da una selva di ipotesi, rimanderebbe al tema della salute del pianeta, dei cambiamenti climatici, dei disastri ambientali… Un pò come se fossimo noi novelli dinosauri a rischio di estinzione o, meglio, di “auto-estinzione” visto che stiamo distruggendo il pianeta con le nostre stesse mani, come oltretutto sosterrebbe la tesi dell’antropocene (termine divulgato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen) riferito all’era geologica attuale, in cui l’uomo e le sue attività sono le principali cause delle modifiche ambientali e climatiche. Mutamenti troppo rapidi che ci obbligano a confrontarci con le lunghissime cadenze della storia umana, ma non solo, della storia dello stesso pianeta Terra.

Relativamente ai più piccoli il dinosauro potrebbe altresì rappresentare una “summa” di tutti i mostri, le paure, gli incubi possibili che però sono comunque conoscibili e gestibili.

Il dinosauro potrebbe essere il sostituto attuale di quella porzione di immaginario un tempo ricoperta da mostri, streghe, stregoni, demoni, spettri ecc… creature non vere, o comunque strettamente legate al leggendario, mentre i dinosauri, per quanto spaventosi, sono creature note e studiate dalla scienza quindi, per questo, almeno in parte “famigliari” seppur non del tutto…

Chi li va vedere in parchi a tema, in grandi esposizioni loro dedicate; chi li ama in formato giocattolo, o puzzle 3D o in versione cinematografica… sta di fatto che i dinosauri non moriranno mai!

Dinosauri solo per maschietti? Assolutamente no! Avete visto in giro le versioni morbidose, colorate, brillantinose e super glitterate? Anche le bimbe sono accontentate!

Meglio quindi un triceratopo (meglio se fucsia o viola) che un più leggiadro unicorno? L’ultima notizia dallo scrigno ricco di sorprese del mondo dei dinosauri arriva da Alberta, in Canada, dove i ricercatori dell’università di Toronto e del museo dell’Ontario hanno scoperto i resti di una nuova specie battezzata Wendiceratops pinhornensis perché ritenuto uno dei primi componenti della famiglia dei triceratopi famosi per quel loro corno che ricorda il rinoceronte.

Dai fossili ai film, la magia di queste mostruose creature non smette di ammaliare facendo immaginare viaggi oltre il tempo e lo spazio alla ri-scoperta avventurosa di remoti mondi perduti!

Stella

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