Castello della Manta. Quelle 9 strane “principesse” e una bimba curiosa

24 marzo 2013. Giornate FAI di primavera. Un diluvio infradiciava non solo la Valle d’Aosta, ma l’intero nord-ovest. Ma, nonostante le nefaste condizioni meteo, si decide di rispettare comunque il programma: visita al Castello della Manta, splendida dimora medievale ricca di arte e di storia in quel di Saluzzo, sulle colline della “Granda”.

La pioggia ci è stata fedele compagna per l’intera giornata, ma l‘incanto del luogo, la raffinatezza variopinta degli affreschi, l’incanto di nobili atmosfere senza tempo e, non secondario, un pranzo eccezionale in un agriturismo immerso nel verde davanti ad un camino scoppiettante, beh… hanno reso quella gita semplicemente fantastica e indimenticabile!

Son passati 7 anni da allora. Siamo diventati genitori e non appena possibile rifaremo questo bel viaggetto “fuori porta” con Costanza e Ottavia.

Dunque, oggi non è mia intenzione dilungarmi sulla storia di questo affascinante maniero nato nel Duecento e il cui austero profilo si staglia nel panorama del Monviso e delle Alpi Cozie. Non approfondirò la vexata quaestio dei nove Prodi e delle nove Eroine dipinti sulle pareti della Sala baronale affrontando le tematiche legate alla corretta identificazione, ai confronti, alle influenze letterarie ed iconografiche, ai raffinati rimandi al mondo classico e biblico così come ai repertori delle chansons de geste.

Nè mi soffermerò sulle numerose interpretazioni del motto “leit“.

E neppure affronterò i pur intriganti misteri del mappamondo raffigurato al secondo piano su cui, parrebbe, siano rappresentati, oltre all’Europa, tutta la costa dell’America e quella dell’Antartide nonostante si tratti con molta probabilità di un affresco risalente al periodo tra il 1418 e il 1430 come tutti gli altri affreschi del castello!

Ma una cosa è certa: questo castello, con le sue decorazioni e la sua storia, è immerso nell’immaginario cortese del tempo popolato di eroi greci e romani, mostri, cavalieri della tavola rotonda, draghi e principesse da salvare.

Già, le”principesse”: eccoci al punto!

Costanza, mia figlia di 3 anni e mezzo, ha una profonda passione per le principesse! Quelle dei film Disney, poi…  le conosce tutte nei minimi dettagli! Abbiamo una baby-videoteca fornitissima e, in questa “PasQuarantena” vediamo e rivediamo le favole più belle, avventurose, romantiche e persino “paurose” (vedi le varie perfide matrigne e streghe!)

Ecco che, sistemando alcune foto, mi capitano tra le mani le nove “principesse” della Manta. Costanza le intercetta ed esclama:”Wooow! Ma sono le principesse!! Che belle! Posso vedere? Dove sono?'”.

“Sono dipinte in un bellissimo castello, sai? E’ il castello della Manta!”. “… della MATTA?!”. Che ridere… beh, chissà, forse qualche “matta” ci sarà anche stata, però non approfondiamo ed entriamo nel vivo di queste misteriose fanciulle.

Chiaramente non mi metto a parlarle di una non ben conosciuta Deipile, piuttosto che dell’amazzone Melanippe o della leggendaria regina Teuca (o Teuta) o ancora “torbida” Semiramide”… ma lascio che sia lei a vedere ciò che vuole in queste figure di antiche damigelle dal forte caratterino…non certo “damsel in distress”, anzi!! Meglio non farle arrabbiare tipette come queste…

Vedendola molto interessata, le chiedo: “Chi sono, Costy? Le riconosci?”. E tutta sorridente, inizia a presentarmele una per una:

comincia da quella forse più appariscente che la colpisce per prima, la bionda capellona Semiramide con tanto di corona imperiale (a lungo tempo confusa con Etiope, alla sua destra, per un’ambiguità di lettura del cartiglio sottostante); “Questa è Rapunzel!!”

I suoi occhi curiosi si spostano sulla rossa chioma riccia e sul manto blu dell’amazzone Sinope: “Ecco, questa è Merida! Vedi i capelli? E secondo me ha in mano un grande arco!”

Perfetto. La lascio continuare. Si sofferma sulla prima vicino al Prode Goffredo di Buglione. Una damigella dall’aria timida con un’inquietante mazzetta in mano che si ritiene sia l’argiva Deipile (o Delpile o Deipila), moglie del Tideo dei “7 a Tebe”.

“Questa è Biancaneve!”, “Biancaneve?!”, le chiedo, “e perché?”. “Non vedi che ha quello che i nani usano in miniera?” Resto ammutolita dal suo spirito di osservazione… “Già, ha una mazzetta…”. E lei: “Sì, quella dei nani! Quindi è Biancaneve!”.

Sempre più coinvolta da questo inatteso e principesco “indovina chi?”, Costanza sposta il suo ditino su un’elegante figura ritratta di profilo, vestita di foglie e fiori che dovrebbe corrispondere a Etiope, rara regina delle Amazzoni o a Menalippe, sua compagna d’armi (quella confusa con la biondona Semiramide…).

Costanza ci pensa un pò e: “Ma sì! Questa è la regina delle foglie che c’è nel cartone Epic! (al secolo per chi non lo sapesse risponde al nome di Tara). E in effetti…

Non distante ecco la seria figura di una principessa con la spada. Beh, chi poteva essere? Non certo l’Amazzone Ippolita, come ti dicono, ma Anna! La battagliera sorella di Elsa in Frozen II è in effetti una sorta di guardia del corpo della regina dei ghiacci e usa abilmente la spada, normale o di ghiaccio poco importa…

La carrellata prosegue. Entusiasta Costanza indica una fanciulla dall’aria temeraria con elmo sul braccio. “Beh,questa è Mulan!!”. Come contraddirla per dirle che invece trattasi di Lampeto, altra regina delle mitiche donne guerriere? Impossibile! E poi, meglio Mulan senza dubbio!

La vedo più dubbiosa sulla principessa successiva con un vistoso copricapo rosso, tipo turbante che, recita il cartiglio, dovrebbe essere l’impavida Tamiri (o Tomiri), regina dei bellicosi Sciti. Questa volta la vedo un pò in difficoltà, infatti mi chiede maggiori informazioni su questa Tamiri. Le dico allora che era una potente regina d’Oriente e, ecco che si illumina! Oriente, cioè Aladdin, cioè Jasmine! La figlia del sultano. Però “quando è vestita di rosso!”. Eccola qui!

La sfilata di primedonne si conclude con lei, Teuca (o Teuta), ardimentosa e spavalda regina degli Illiri, temibili pirati dell’Adriatico.

“Cos’ha in mano, mamma?”. “Una palma d’oro, Costy!”. Alcuni secondi e…. “Vaiana! Perché Vaiana abita in un posto pieno di palme, va in barca senza paura, arriva fino a Tefiti e diventerà il capo del suo villaggio!”. Io ammutolisco. Strepitosa. Scegliamo l’immagine di Vaiana e mi indica quella col copricapo da cerimonia: ” Ecco, qui hanno lo stesso cappello!”.

E infine la nona. Pare sia Pentesilea, la più famosa tra le numerose regine delle Amazzoni. Però, purtroppo, l’affresco è mutilo: la metà superiore è stata danneggiata da un cedimento dell’ intonaco.

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“Mamma, ma questa è rotta!!” esclama delusa Costanza. Provo lo stesso a raccontarle chi era Pentesilea, anche aiutandomi con un volume di mitologia per bambini che ne racconta la sfortunata vicenda amorosa con Achille.

Poi guarda con attenzione l’oggetto che Pentesilea tiene nella mano sinistra: è una cintura d’oro con delle pigne, sempre dorate. Noi sappiamo che la pigna, sin dall’antichità, ha sempre simboleggiato la fertilità,la sensualità, così come il ciclo vitale e la prosperità. Sappiamo anche della forte e, ahimè, assai pericolosa sensualità con cui Afrodite aveva “punito” l’audace Pentesilea facendola diventare talmente bella da essere desiderata da ogni uomo che la vedesse. E sappiamo anche di Achille e del suo estremo gesto…

Comunque, le pigne dove sono? Sui pini! E i pini? Nel bosco! E allora, ecco la soluzione! La principessa “rotta” è proprio lei, Aurora, “la bella addormentata nel bosco” che, per l’appunto, si risveglierà grazie al vero amore. Forse quello che anche la sventurata Pentesilea, in fondo, avrebbe desiderato!

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E per una bimba di 3 anni e mezzo, le Eroine della Manta non hanno più segreti!

Stella (e Costanza)

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