Fuori e dentro. Sopra e sotto. Luce ed ombra. E’ il Criptoportico di Aosta!

CITTÀ ROMANA IN FILIGRANA

La città romana traspare in maniera abbastanza nitida: è facile riconoscere l’incrocio tra Decumano e Cardo Massimi, le antiche vie principali di questa strategica colonia augustea ai piedi delle Alpi occidentali, estremo baluardo dell’impero prima di sconfinare nelle terre galliche ed elvetiche. Queste vie urbane principali, in origine ampie fino a 12 metri, nei secoli si sono ristrette, progressivamente occupate da case, chiese e palazzi; in certi punti la strada non sarà più larga di 4 metri … Da est a ovest: Via Saint Anselme, Via Porta Praetoria, fino a sbucare nella raffinata, ampia e luminosa Piazza Emile Chanoux, vero salotto della città, dominato dal grandioso Hotel de Ville, il Municipio, eretto in puro stile neoclassico all’inizio del XIX secolo. E pensare che prima, in questa stessa piazza sorgeva un complesso monastico, con chiostro, giardini ed una delle più grandi chiese gotiche del nord-ovest alpino: intitolata a San Francesco era la sacra dimora funeraria della potente famiglia locale degli Challant. Oggi, alle spalle del municipio, c’è una scuola che ricorda questa passata presenza portando il nome del Santo di Assisi.

AD FORUM

Da qui si procede alla volta della Cattedrale che si innalza sulla stessa piazza che, oltre 20 secoli fa, ospitava il Foro di Augusta Praetoria. In particolare qui sorgeva la terrazza sacra coi due templi gemelli, probabilmente dedicati alla dea Roma e ad Augusto divinizzato. L’unico edificio concretamente visibile è quello attualmente occupato dal Patronato ACLI e da alcuni alloggi; ebbene, provate a “svestirlo”..togliete l’intonaco, le finestre, le risarciture di muratura recente, il tetto..andate fino nell’anima e ritroverete uno splendido tempio esastilo di ordine corinzio con scalinata frontale, eretto al di sopra di un podio insieme ad un tempio a lui uguale. Oggi non esistono più, al di là della porzione del basamento di quello orientale. Ma come possiamo immaginarceli? Basta pensare a templi di epoca augustea come la famosa Maison Carrée di Nîmes o al tempio di Augusto e Livia (la moglie) a Vienne, non lontano da Lione.

Pochi scalini consentono di scendere al livello di un grazioso giardino con rovine al cui centro sorge un rigoglioso tiglio: si dice sia stato piantato qui nel primo ventennio del Novecento da un archeologo (in realtà un egittologo): tale Ernesto Schiaparelli. Fu lui ad intuire la reale identità del raro e prezioso monumento che si cela sotto queste aiuole curate e ricche di colori. Sì, perché da una breccia aperta in una delle gallerie seminterrate si entra in un mondo molto particolare, quasi ovattato. Si entra nel magnifico Criptoportico forense di Aosta. Un sistema di 3 gallerie disposte a “U” rovesciata che, in origine, doveva contenere e sostenere il terreno su cui si impostava la terrazza sacra del foro.

IL CRIPTOPORTICO: EMOZIONI… IPOGEE!

Se venite ad Aosta, non potete perdervelo! Non capita così spesso di visitarne uno… oltretutto così ben conservato e valorizzato! Dicevo: si scende ancora qualche scalino e si raggiunge la galleria orientale. Qualche secondo per abituarsi alla penombra e per apprezzare la mite e fresca temperatura dell’interno, un sollievo dal caldo dei pomeriggi estivi! Davanti agli occhi si para una sobria ma elegante sequenza di arcate; la luce e le ombre si mescolano in un gioco di chiaroscuri ingentiliti da luci dorate.

Solo pochi passi, accompagnati da una ricca ed esaustiva pannellistica, per raggiungere un angolo e…mai ci si aspetterebbe un simile spettacolo! La lunga teoria di archi ribassati costruiti in possenti conci di calcare sembra quasi perdersi all’infinito. La galleria settentrionale, la più lunga, lascia esterrefatti; quasi in punta di piedi ci si avvia alla scoperta di questo luogo insolito e misterioso. Alti soffitti voltati a botte, intonaco color avorio alle pareti, finestrelle strombate aperte sull’area interna (oggi il giardino) per la luce e l’aria.

Per lungo tempo e da molti studiosi è stato creduto un granaio militare, un magazzino…ma non è possibile! In epoca romana i magazzini erano fatti diversamente (basti pensare agli “horrea” di Narbonne) e poi..insomma, siamo nel luogo più sacro della città antica, lì dove veniva celebrato il culto imperiale…

Ed è un’aria avvolta di sacralità quella che si respira qui dentro; e viene quasi spontaneo immaginarsi le solenni processioni dei flamines augustales (sacerdoti del culto di Augusto) magari accompagnati dai cittadini più illustri, alla luce delle fiaccole: una marcia che è praticamente una preghiera, scandita dal ripetersi di frasi ed inni dal sapore arcano.

Giunti nella galleria occidentale la visita si interrompe contro un muro oltre il quale permane la proprietà privata. Si torna sui propri passi, ma la magia non muta.

Il Criptoportico: un portico nascosto, un portico segreto. Impossibile lasciare Aosta senza averlo visto.

Stella

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